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Due province, un nuovo sistema di sviluppo ecosostenibile nel Delta del Po, Riserva della Biosfera

Rovigo e Ferrara, due province separate dal fiume più lungo d'Italia, riunite dal riconoscimento del Delta del Po riserva di Biosfera. Un lungo percorso avviato dalla Regione Veneto, e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha trascinato la Provincia di Ferrara nell'ottenimento del riconoscimento Unesco. Un salto di qualità per la zona umida più importante d'Italia che può generare ricchezza e lavoro. Aspetti e nuove potenzialità presentate in una affollata conviviale del Rotary club rodigino. Nel corso della serata anche l'annuncio di un raduno della gioventù mondiale a settembre 2017, nel Delta del Po.

Rovigo - Dal 9 giugno 2015, il territorio del Delta del Po, veneto e ferrarese, è stato riconosciuto Riserva di Biosfera dall'Unesco. Un riconoscimento importantissimo per l'ambiente, le attività produttive e il turismo. Le riserve di Biosfera, infatti, sono realtà uniche: siti che hanno conservato e promuovono la biodiversità, imponendo nuovi modelli di sviluppo economico sostenibile per produrre ricchezza rispettando gli ecosistemi. Una speranza nuova per i giovani che, spesso, sono costretti a lasciare il loro paese per cercare opportunità di lavoro. Per loro, nel Delta del Po, è stato annunciato un raduno mondiale a settembre 2017.
Il tema Biosfera, introdotto dal segretario generale della Fondazione Cariparo, Roberto Saro - Fondazione che ha individuato e sostenuto il progetto per tutto il suo iter - ha coinvolto l'affollata conviviale organizzata dal Rotary club di Rovigo la sera di martedì 5 aprile. Presenti rappresentanze dei Rotary club di Ferrara, Comacchio, Adria, Porto Viro, Badia Polesine, oltre ai club Lions e Soroptimist della città. "Abbiamo attivato un laboratorio di ricerca sul Delta in collaborazione con lo IUAV di Venezia, valutandone le peculiarità, le eccellenze, le risorse, il tipo di turismo possibile e lo sviluppo di attività produttive in conformità e compatibilità con le caratteristiche dell'ambiente".
Ad esemplificare la ricchezza di biodiversità del Delta polesano sono stati proiettati due video: il primo sul ramo più piccolo del Po, il Po Maestro, il più selvaggio del Delta veneto, dove ancora sono presenti specie vegetali e animali che altrove sono del tutto scomparse. Dove vongole e cozze sono di qualità straordinaria. L'altro filmato, pubblicizza una pista ciclabile che, dal Piemonte raggiungerebbe il Delta del Po, mettendo in comunicazione la riserva di biosfera con il Monviso, le colline del Roero e la città di Torino con il Polesine.
" Due terre e due province che non saranno più separate perchè il Delta del Po è ora elemento che unisce eccellenze territoriali e agroalimentari" - ha detto Sandro Fioravanti, in rappresentanza dell Fondazione. Concetto ribadito da Marcella Zappaterra, consigliera regionale e delegata MAB ( Man and Biosphere) per l' Emilia Romagna che ha precisato: " Con il riconoscimento MAB è stato fatto un salto di qualità importantissimo che impone un cambiamento nel modo di concepire e gestire l'ambiente e le risorse del territorio, partendo dal turismo e dalla cultura".


Appassionato ed estremamente dettagliato l'intervento di Philippe Pyaert, dell'ufficio UNESCO di Venezia, nel presentare benefici e obblighi che l'inserimento nelle aree MAB Unesco comporta. "Non ci saranno nuovi vincoli per il territorio ma impegno a lavorare per uno sviluppo sostenibile. La terra ha la febbre, ci sono problemi di giustizia ed equità. L' innalzamento delle acque è una certezza con cui dovremo fare i conti molto presto, l'urbanizzazione selvaggia e i disastri ambientali a cui dobbiamo assistere ogni giorno no possono più lasciarci indifferenti" - ha iniziato a spiegare. E ha proseguito: " Unesco è nata 71 anni fa per impedire che quello che ha causato la 2nda guerra mondiale non accada più. Le guerre nascono da ignoranza, intolleranza, invidia. Nella testa della gente si deve far crescere un impegno diverso: essere territorio Unesco significa impegnarsi per un mondo dallo sviluppo sostenibile. Lavorare puntando a 17 obiettivi: sconfiggere guerre e terrorismo, produrre cibo per tutti, lavoro, crescita e qualità della vita attraverso la conoscenza, la sostenibilità, sicurezza e consumo responsabile. Poi: giustizia, tolleranza, uguaglianza dei sessi, chiedendoci, ogni giorno, cosa facciamo per tutto questo".
E ha citato il recente convegno di Lima dove si è ragionato su tutto questo, precisando che i MAB hanno lo scopo di favorire i cambiamenti a livello mondiale. "Nel Delta del Po, a settembre 2017 ci sarà un raduno della gioventù mondiale per ragionale sul futuro prossimo di ciascuno e dell'ambiente in cui si è per rimanervi e far funzionare quello che possiede. A Cà Vendramin, quest'anno, ci sarà un incontro sulla Riserva di Biosfera che dovrà accompagnare servizi e prodotti a sostegno del turismo" ha concluso Pyaert. Verso la fine dell'incontro è arrivato anche l'assessore regionale Cristiano Corazzari per un saluto.

Lauretta Vignaga  06/04/2016
redazione Rovigo oggi


 
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